June 19, 2010

Italy's gagging law - Private lives - A controversial bill that should worry investigators more than reporters

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AMONG the consequences of Silvio Berlusconi’s long ascendancy over Italy is the numbing of his compatriots’ democratic sensibilities. That the most controversial bill before parliament is being fine-tuned at meetings chaired by Mr Berlusconi’s trial lawyer, for example, no longer even merits comment.

The bill, which was to be forced through the Senate with a confidence vote on June 10th, places sweeping restrictions on the conduct and reporting of criminal investigations. Its most obvious beneficiary is Mr Berlusconi. Last year he was embarrassed by a corruption inquiry that stumbled on evidence that he was hosting parties for large numbers of women, including call girls. One of them claimed to have recorded his pillow-talk; a magazine put her recordings on the internet.

Bad motives are one thing; bad law another. Something else to which Italians are largely oblivious is the routine trampling on the rights of suspects and others caught up in investigations. Information is selectively leaked to reporters before the accused come to trial, often creating a presumption of guilt that is difficult to reverse, whether in court or in the public mind. An example is the case of Amanda Knox, an American student, and her Italian boyfriend, Raffaele Sollecito, who were convicted last year of the murder of Ms Knox’s British flatmate. Much of what was published before the pair’s trial (heard by lay as well as professional judges) was irrelevant to the case. But it gave an impression of two young people lusting after extreme thrills. Since bugged conversations can be leaked, blameless citizens recorded talking to suspects can find intimate secrets released to the media.

Some restrictions proposed by the bill are considered normal in other countries. It bans the publication of the details of an inquiry until after an indictment, when journalists will be able to report the gist (but not the exact wording) of recorded conversations; it stops prosecutors commenting on investigations they are overseeing; and it restricts filming in courtrooms.

But Italy is not like other countries. It is notoriously corrupt, so politics and justice overlap. And its sluggish legal proceedings can take years to reach the point of indictment. Opponents of the law argue that it would have stopped many of the scandals that have moulded Italian politics from coming to light until they were irrelevant. But it can also be argued that prosecutors and judges would have been given a healthy incentive to speed things up.

Altogether less debatable are the restrictions the bill seeks to impose on investigation in a country where organised crime is rife. Wiretaps will require approval from a three-man panel of judges and become illegal after 75 days (unless the overseeing prosecutor obtains successive three-day extensions). The bill exempts inquiries into the Mafia and terrorism. But as judges, prosecutors and even conservative police trade unions have stressed, big successes against organised crime grow out of long, painstaking inquiries into more mundane activities like money-laundering and loan-sharking—which are not exempted from the restrictions.

A senior anti-Mafia prosecutor in Sicily has said that neither of Cosa Nostra’s last two “bosses of bosses” would be in prison if the law had been in force earlier. That is a warning Italy’s lawmakers should be taking more seriously than Mr Berlusconi’s right to keep his sex life private.

The Economist - Jun.10th, 2010

June 18, 2010

Vincere! - Berlusconi, Mussolini et "La Libre Belgique"

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Comme Mitterrand, Mussolini avait une femme et un enfant cachés. De ce scoop historique, Marco Bellocchio tire un film formidable qui explicite le mot "mise en scène". A la base, il y a un mélodrame, l’histoire d’une femme qui donne tout à un homme : son cœur, son corps, ses biens. Ida Dalser sacrifie à tout à Mussolini qui, lui, la sacrifiera à son destin politique en l’enfermant dans un hôpital psychiatrique. Pour donner à cette histoire toute sa puissance, son italianité, Bellocchio la traite sur le mode de l’opéra. D’une certaine manière, la musique est à l’opéra, ce que l’image est au cinéma : la composante fondamentale. D’autant qu’à l’époque des faits, le cinéma est muet. Sans renoncer à la parole, Bellocchio imagine son film comme s’il était muet en lui donnant un rythme particulier et en démultipliant la force expressive des images. C’est tout à la fois un récit poignant, une métaphore lumineuse d’une Italie trahie, une mise en abyme politique établissant une continuité de Mussolini à Berlusconi. Vincere, ce n’est pas du cinéma, c’est du 7e art. (Home Screen/Twin Pics)
La Libre Belgique

June 17, 2010

Berlusconi: «Siamo tutti spiati: in Italia 7,5 milioni di intercettati». Anm: «Le cifre lo smentiscono»

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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi apre all'ipotesi di slittamento dei tempi parlamentari del ddl intercettazioni. E a questo punto in ambienti della maggioranza non si escludono modifiche su alcuni punti controversi. È quanto emerso dal vertice del Pdl tenutosi nel primo pomeriggio a Palazzo Grazioli nel corso del quale il Cavaliere, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, avrebbe posto le basi per un cambiamento di strategia su questo tema. In giornata anche il leader della Lega Umberto Bossi non aveva escluso la possibilità di modifiche tramite emendamenti: «Se qualcuno fa qualche emendamento non viene buttato nel cestino». Quanto alla priorità tra manovra e intercettazioni, «ormai - ha detto Bossi - le cose sono state messe in fila». Parlare di vicolo cieco forse è esagerato fatto sta che il muro sollevato innanzitutto dai finiani, l'attenzione del Colle su alcuni punti del disegno di legge e la possibilità di una bocciatura da parte della Corte Costituzionale avrebbero indotto il il Cavaliere ad un cambio di strategia in corsa. Così non si può andare avanti, avrebbe confidato a diversi deputati, Fini ha ricominciato a fare i capricci, non si capisce bene cosa voglia. In mattinata il premier Silvio Berlusconi, all'assemblea della Confcommercio, a Roma non mostrava nessuna apertura: «In Italia siamo tutti spiati. Ci sono in italia circa 150 mila telefoni sotto controllo: considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia, è una cosa che non tolleriamo più».

«LOBBY CONTRO LA LEGGE» - «Non c'è la tutela della libertà di parola», ha proseguito il premier. «Così non può essere in un Paese civile. Ditemi se è possibile essere spiati in questo modo. C'è una piccola lobby di magistrati e giornalisti che è contro» il disegno di legge del governo. «Noi abbiamo preparato il provvedimento in quattro mesi. È stato undici mesi alla Camera, dodici mesi e mezzo al Senato, e ora alla Camera si parla di metterlo in calendario a settembre. Poi bisognerà vedere se il capo dello Stato lo firmerà e poi, quando uscirà, ai pm della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte costituzionale che, secondo quanto mi dicono, la boccerà», ha detto il presidente del Consiglio.

«NESSUN POTERE AL PREMIER» - Berlusconi ha ribadito, come aveva già fatto che, a suo dire, il presidente del Consiglio, a differenza dei suoi colleghi europei, non ha poteri: «Quando un imprenditore come me pensa alle cose da fare, si scoraggia, perché per arrivare a un risultato concreto bisogna passare le forche caudine di tante difficoltà che a volte uno pensa "chi me lo fa fare, torno a fare quello che facevo prima o me ne vado in pensione"». Secondo il Cavaliere il problema è soprattutto «nell'architettura istituzionale», che «risente del timore dei padri costituenti che potesse tornare una dittatura». Bisogna quindi riformare la Costituzione, ha indicato il premier, per renderla adeguata alle esigenze di una Paese moderno.
BERSANI: TERRORISMO AD PERSONAM - Dura la reazione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Siamo in presenza di affermazioni scomposte e propositi pericolosi. Mi fa impressione la strana contabilizzazione delle intercettazioni che ha fatto Berlusconi, fino a dare l'idea che noi saremmo in una sorta di Grande Fratello, in uno stato di polizia. Questo terrorismo ad personam non va bene, perché non si può prendere a pretesto il problema per mettere dei limiti alle investigazioni e alla libertà di informazione. Questo è terrorismo e lascia il tempo che trova».

ANM: «NUMERI DIVERSI» - Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, ha smentito le cifre citate da Berlusconi: nel 2009 - spiega - le utenze telefoniche intercettate sono state 119.553, le cimici piazzate in ambienti pubblici e privati sono state 11.119, mentre le «altre tipologie di bersaglio» sono state 1.712, per un totale di 132.384 intercettazioni. Il tutto al costo di circa 272 milioni di euro, un dato di poco superiore alla media di spesa degli anni 2003-2009, secondo i dati dell'Anm. Il vice presidente Gioacchino Natoli, a proposito dei costi, ha sottolineato: «Le spese vengono anticipate dallo Stato, ma in caso di condanna vengono recuperate a carico dei condannati». Per l'associazione dei magistrati la riforma avrà «conseguenze gravissime» sulla lotta al crimine dato che impedirebbe intercettazioni ambientali in moltissimi luoghi come i bagni delle scuole, dove «tale strumento investigativo ha spesso consentito di individuare gli autori di reati di pedofilia». Inoltre, conclude l'Anm, «con la nuova legge non sarebbero stati individuati gli autori dell'omicidio D'Antona».

OSCE - Intanto l'Osce ha respinto i rilievi mossi dal governo italiano di inopportunità della presa di posizione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa sul ddl sulle intercettazioni, precisando che è «normale e consueto» che l'istituzione faccia sentire la sua voce nei processi parlamentari, ma sottolineando anche che «naturalmente il Parlamento italiano è sovrano e indipendente». Lo ha detto Roland Bless, vice della responsabile per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, che martedì aveva criticato in un comunicato il ddl.
(Corriere.it - 17 giugno 2010)

...è inutile dire che se questa cavolata dei 7,5 milioni di italiani intercettati fosse vera, in Italia in una famiglia su tre ci sarebbe un "intercettato... E spararle meno grosse? Comunque io non avrei nessuna obiezione ad essere casualmente intercettato, se questo servisse a smascherare un bandito, magarii appartenente al Popodo della Libertà Vigilata...

June 16, 2010

Italie : le Sénat adopte une loi controversée sur les écoutes téléphoniques

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Le Sénat italien, dominé par la droite de Silvio Berlusconi, a adopté jeudi 10 juin, au cours d'un vote de confiance boycotté par l'opposition, une loi controversée limitant fortement l'utilisation des écoutes téléphoniques dans les enquêtes de la justice. Pour entrer en vigueur, la loi doit être adoptée dans les mêmes termes par la Chambre des députés, puis signée par le président de la République.

Selon la majorité de Silvio Berlusconi, cette loi est nécessaire pour protéger la vie privée des citoyens, qui voient trop souvent leur nom apparaître dans les journaux dans le cadre de fréquentes fuites d'écoutes. "Cette loi est une cochonnerie et la démocratie est en jeu", a pourtant tonné Felice Belisario, chef des sénateurs du parti d'opposition Italie des valeurs (IDV) de l'ex-magistrat Antonio Di Pietro. Des députés IDV ont dormi au Sénat en signe de protestation. "Vous voulez cacher vos affaires et l'utilisation que vous faites de l'argent public ; vous dites vouloir protéger la vie privée mais c'est pour que le peuple reste aveugle et ignare", a lancé Anna Finocchiaro, présidente des sénateurs du Parti démocrate (principal parti d'opposition), en annonçant le boycottage du vote.

Une des mesures les plus critiquées est celle prévoyant la limitation des écoutes téléphoniques à 75 jours. Ce délai peut être prolongé de trois jours en trois jours. Mais cette prorogation doit être approuvée à chaque fois par un collège de trois juges, un mécanisme complexe, critiqué aussi bien par la justice que par la police. De lourdes amendes allant jusqu'à 450 000 euros pour la publication d'écoutes téléphoniques dans les médias ont par ailleurs soulevé les protestations des éditeurs et des journalistes.

LOI ASSOUPLIE POUR LES JOURNALISTES

En mai, le gouvernement avait, sous la pression d'une partie de l'opinion et de la presse, revu en partie ce projet de loi. Le texte interdit également la divulgation dans les médias de tout acte judiciaire pendant une enquête et avant un procès, et les éditeurs de journaux qui contreviendraient à cette disposition risquent de lourdes peines : deux mois de prison et un maximum de 464 700 euros. Mais une première mouture de la loi prévoyait, pour les journalistes, une amende de 20 000 euros et un maximum de 60 jours de prison. Les parlementaires de la majorité avaient finalement accepté de réduire de moitié ces amendes.

Pour l'opposition, la majorité veut par cette loi museler la presse et éviter qu'éclatent des affaires comme celle qui touche actuellement le chef de la Protection civile, Guido Bertolaso, un protégé de M. Berlusconi, soupçonné de corruption dans l'attribution de marchés publics. Le scandale a déjà coûté son poste au ministre du développement économique, Claudio Scajola, accusé d'avoir en partie payé son appartement avec l'argent de Diego Anemone, un entrepreneur arrêté pour corruption.

Forcé de démissionner, le ministre s'était défendu en arguant que quelqu'un avait versé "à son insu" l'argent de l'achat, une ligne de défense qui avait à l'époque fait la joie des émissions comiques. En juillet 2004, il était devenu propriétaire d'un appartement de 180 m2 avec vue sur le Colisée, pour, officiellement, 610 000 euros, un montant dérisoise selon les experts. Pour les enquêteurs, il aurait ajouté 900 000 euros "au noir", comme c'est l'habitude en Italie pour payer moins d'impôts.

ACHATS D'APPARTEMENTS ET PRESTATIONS SEXUELLES

Mais cette somme avait laissé des traces embarrassantes et, selon les enquêteurs, Claudio Scajola, à l'époque ministre pour la réalisation du programme du gouvernement Berlusconi, était l'un des bénéficiaires du système de corruption mis au point par un groupe d'entrepreneurs et de fonctionnaires. En échange de l'attribution de juteux marchés publics, ils offraient des faveurs aux personnalités politiques qui pouvaient leur être utiles. Faveurs sous forme d'aides pour l'achat d'appartements, la réalisation de travaux privés ou même des prestations sexuelles.

Le Monde - 10.06.10


June 15, 2010

Monito dell'OSCE all'Italia: "Rinunciate alla legge sulle intercettazioni: ostacola il giornalismo"

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Intercettazioni L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), con sede a Vienna, ha chiesto oggi all'Italia di rinunciare al disegno di legge sulle intercettazioni o di modificarlo in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione. «Sono preoccupata che il Senato abbia approvato una legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia», ha detto in un comunicato oggi Dunja Mijatovic, responsabile dell'Osce per la libertà dei media.

«I giornalisti devono essere liberi di riferire su tutti i casi di pubblico interesse e devono poter scegliere come condurre una indagine responsabile», ha aggiunto Dunja Mijatovic, responsabile dell'Osce per la libertà dei media. Per entrare in vigore, la legge deve ancora essere approvata dalla Camera e firmata dal capo dello Stato, precisa in chiusura il comunicato.

Alta tensione nel PdL: «Non vorrei che qualche falco berlusconiano volesse lo scontro istituzionale. Che accarezzasse l'idea di farsi respingere la legge dal capo dello Stato per riapprovarla nello stesso testo e avviare uno scontro costituzionale». Lo afferma a proposito del ddl intercettazioni l'ex vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, che aggiunge: «sarebbe un errore di metodo colossale non discutere più sulla norma». «Chi replica a Fini - spiega Bocchino - non conosce bene il regolamento della Camera. La tabella di marcia non la decide Fini, ma la Costituzione, il regolamento e le scelte di Berlusconi». Spiega Bocchino: «Il presidente del Consiglio ha voluto fare la manovra con decreto legge e le intercettazioni con disegno di legge: quindi Fini è obbligato a calendarizzare prima la manovra». Inoltre, avverte Bocchino, «sarebbe un errore di metodo colossale non discutere più. Il ministro della Giustizia potrebbe accorgersi che è meglio una settimana di riflessione in più anzichè farsi bocciare la legge dal Quirinale o dalla Corte costituzionale».
Bocchino esplora la Carfagna .
Bocchino-carfagna «In un partito si può esprimere liberamente e senza alcuna censura il proprio pensiero, salvo rispettare nel voto le decisioni assunte democraticamente negli organismi dirigenti. È riprovevole invece ricorrere, come fa Bocchino, ad argomenti risibili e inappropriati sia quando chiamano in causa il Pdl che ancor più le libere e insindacabili decisioni del capo dello Stato». Lo scrive in una nota il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi.

Noi, da parte nostra, vorremmo dire a Bondi che fra le due ridicole serie di osservazioni, le sue ci creano maggiore ilarità di quelle, anch'esse piuttosto comiche, di Italo Bocchino.

Ad Italo Bocchino vorremmo chiedere perchè i finiani (e i bocchiniani...) abbiano votato, in Senato, una legge così ignobile, pericolosa, piena si insidie istituzionali. I cani da guardia della democrazia non acquisiscono meriti dal modo in cui abbaiano, ma dal modo in cui mordono. Lui e Fini finora sono stati capaci solo di tenere, affettuose leccatine alla mando del loro padrone. Quindi Bocchino taccia, o parli dopo essersi dimesso da qualsiasi cosa. E non dimentichi di chiedere scusa ai suoi elettori.
Tafanus

(leggonline.it)

Racial violence continues in Italy as four migrant workers wounded in shootings

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Two migrant workers from Africa were shot and two more beaten with iron bars last night as racial unrest continued to grip the town of Rosarno in the south of Italy, after a night of rioting and an earlier shooting in which a further two immigrants were wounded. On a main road, close to a disused building in which hundreds of itinerant farm workers live in conditions of squalor, about 100 local people armed with iron bars and wooden staves were manning an illegal roadblock. The latest shooting took place at the same location as the earlier attack – an unoccupied factory on the outskirts of the town that also serves as sleeping quarters for workers from all over Africa. As in the previous attack, a drive-by shooting, the victims were hit and injured with pellets from an air rifle or pistol.


Following the first incident, more than 100 immigrants rampaged through the town on Thursday night, smashing car windows with steels bars, setting rubbish bins and cars on fire, and clashing with police in riot gear. Some 2,000 immigrants demonstrated in front of the town hall yesterday to protest at what they said was racist treatment by locals. Some shouted "We are not animals" and carried signs reading "Italians here are racist". As the demonstrators marched through Rosarno to the town hall, a resident fired shots into the air from his balcony, allegedly to protect his wife and child, who he said had had stones thrown at them by protesters.

By nightfall, after further demonstrations by immigrants and locals, seven people had been arrested and 37 injured. Several clashes were reported between locals and immigrant farm workers, most of whom come from sub-Saharan Africa or the Maghreb. Furious about the violence and damage, groups of locals occupied the town hall and blocked a main road.

Silvio Berlusconi's interior minister, Roberto Maroni, provoked controversy by appearing to blame earlier governments for the outburst of violence. He said: "For all these years clandestine immigration has been tolerated, which feeds crime." But others pointed a finger at the farm workers' conditions. Father Carmelo Ascone, the parish priest of Rosarno, said they reminded him of the circles of hell in Dante's Divine Comedy. "These people live in inhuman and desperate conditions," he said. Several thousand immigrants live in and around Rosarno while helping with the harvest of oranges and clementines.

Looming behind the disturbances is Calabria's mafia, the 'Ndrangheta. Rosarno, a town of 14,000 inhabitants, is a stronghold of the organisation, which police and prosecutors say has overtaken Cosa Nostra in Sicily to become Italy's most potent crime syndicate. In December 2008, the town council was dissolved on orders from the head of state because it had been infiltrated by mobsters and their known associates. Rosarno is currently administered by a prefect appointed by the central government.

The prefect, Domenico Bagnato, said yesterday: "The situation is serious and onerous. I have spoken to the immigrants and I have told them that we shall do everything possible to protect them. But I have also made it clear that they ought not to confuse an attack by individuals with the attitude of the entire town." Just over a year ago, at the time of the last citrus harvest, an unknown gunman walked into a factory where several hundred farm workers were sleeping and shot two of them. One, a 21-year-old from the Ivory Coast, was seriously injured.

The latest riot began as a protest against the insecure conditions in which the immigrants find themselves. But a former town councillor, Domenico Ventre, said: "The immigrants in Rosarno are helped and assisted. Their reaction to the isolated incident on Thursday was disproportionate. We cannot allow them to devastate our town, spreading fear among the inhabitants." In their report of arrests, the Carabinieri said that one man had been held for trying to run over a farm worker with an earth mover. Another had allegedly attempted to run down an immigrant with his car. A smaller riot by immigrants broke out near Naples in September 2008 after a multiple killing that was linked to organised crime.

According to the Catholic charity Caritas, immigrants now account for 7.2% of the resident population in Italy – one percentage point more than the EU average. Caritas put the number of legal immigrants at 4.5 million and said the number of illegal immigrants had fallen sharply, to 422,000. Berlusconi's government has taken a hard line against illegal immigration and made an agreement with Libya to prevent boatloads of immigrants landing on its southern shores from Africa. The boats are now routinely intercepted in international waters and returned to Libya.

The disturbances in Calabria have brought home the fact that the wretched migrants who arrive from Africa off Italy's coastline do not disappear once they are taken ashore. Thousands end up in a transient workforce of crop-pickers that finds work in the south. Some of the Africans who rebelled after the shooting in Rosarno will have been helping with the wine harvest in Sicily in the early autumn or picking olives in Puglia in the late autumn. Some will be intending to drift up to Campania, around Naples, next spring.

On the Gioia Tauro plain which encompasses Rosarno, they are collected each morning by overseers and driven into citrus groves for work that can last from dawn to dusk. "They earn €25 a day", said Father Ennio Stamile of the Roman Catholic charity Caritas. "They have to send money to their countries to maintain their families and also live here. Not much is left for them. The economic crisis has exacerbated their situation." "On the plain, there are about 2,000 African immigrants who sleep the night crowded together in a former paper mill and another large building, said Monsignor Pino de Masi, the vicar-general of the Oppido-Palmi diocese. "If anyone from central government were to see the conditions in which they live, without sanitation, electricity, water or heating, they would not be surprised by what has happened."

(John Hooper in Rome - The Guardian), Saturday 9 January 2010
http://www.guardian.co.uk/world/2010/jan/08/standoff-italy-four-africans-wounded

June 14, 2010

Good Morning, Italy, from Freedomland, Canada

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Why a blog in Canada, mainly dedicated to italian affairs? Simply because freedom in Italy is no longer granted. Simply because we, canadians, intend to help our italian friends to keep on a "safe place" their possibilities to speak, write, discuss, argue, fight.

It may sound incredible that after 65 years we are called again to help our italian friends on their fight against the new, smooth fascism, but this is the situation in Italy, and this situation will not improve in the near future.

We lucky canadians (many of us with italian blood in our veins) intend to give all the possible support to our italian friends. Just as it happened 65 years ago, we are ready to help, offering the most powerful arms of the XXI century: freedom of communication. This site will also inform old and new canadians about what's goin' on in Italy. There'll not be, in Italy, a new Mussolini.

Put this site in your bookmarks. Maybe a day will come, when you could need to get news from Freedomland

Quando la bufala corre in rete - Prodi difende la BP? Pandemia di una cazzata


TafanusLa rete è bella, si sa, se la si usa col cervello. Succede raramente. Seguite questa storia, è molto istruttiva. Dunque, su Facebook vengo "taggato" in una nota, da una mia amica. La nota, fra le altre cose, riprende una notizia, di cui riprendo l'incipit:

"...Anche l’ex premier Romano Prodi scende in campo al fianco di BP. Secondo il Times londinese, ripreso da MF-Milano Finanza, Prodi avrebbe accettato di "prendere parte" (sic!) a un gruppo di consiglieri internazionali appositamente costituito per curare l’immagine del colosso petrolifero britannico, in discesa verticale dopo l’esplosione della piattaforma off-shore che sta provocando un disastro ambientale nel golfo del Messico. Tra le personalità scelte per l'operazione ci sarebbe anche Josh Boltern, ex capo dello staff del presidente americano George W. Bush, nonché l’ex amministratore delegato della stessa BP, Peter Sutherland. Quest'ultimo è anche ad di Goldman Sachs International, la banca advisor del gruppo britannico che ha dimezzato la sua capitalizzazione di Borsa nei 50 giorni successivi all’esplosione della piattaforma petrolifera..."

Vi risparmio il seguito. La notizia è ghiotta. In primo luogo, perchè mi riesce difficilissimo immaginare Prodi, che non è mai riuscito a "curare" la propria immagine, ingaggiato per curare l'immagine di chicchessia. Se almeno avessero detto "per fare lobbying"... In secondo luogo, perchè questa ghiottissima notizia è stata ignorata da quasi tutti i giornali italiani, tranne uno: il Geniale di Berlusconi (Paolo), diretto dal mitico Littorio Feltri (un uomo, un giornalista, un mito... come direbbe Minà). Ma neanche con queste poco rassicuranti premesse, a qualcuno viene in mente di controllare il "percorso" della notizia (chiamiamola così...).

Scatta così un'accesissima discussione, quasi one-way, contro Prodi, il Mortadella, colui che non capisce un cazzo di macroeconomia, and all the rest of it... Inutile spiegare che colui che non capisce un cazzo di macroeconomia ha risanato l'IRI, ha risanato due volte i conti italiani, è stato docente alla London School of Economics... Niente da fare. Di fare un minimo di verifica sulla "notizia" proprio non passa per la mente a nessuno. Allora ci provo io. Non è né un compito difficile, né lungo. Anzi, è persino divertente.

Partiamo dalla fonte primaria: Andrea Fiano - giornalista a me sconosciuto - addirittura da New York, per un prestigioso giornale economico: "Milano Finanza". A questo punto, dato che conosco bene l'albero genealogico di "Milano Finanza", lascio anch'io un mio commento, che è, in sintesi, il seguente:

Panerai-paolo "...scusate se non riesco ad avere una erezione per questa notizia. Quando leggo una notizia, cerco di sapere "chi c'è dietro". Per dire, fa differenza se una notizia è sulla BBC o su Minzolini... Bene, questa notizia viene da Milano Finanza, che appartiene al Gruppo "Class Editori", che appartiene al Cav. Paolo Panerai (nominato Cavaliere a Milano nel 2003, per meriti che mi sfuggono).

Di se stesso Panerai scrive (in terza persona, come il Papa): "...Ha iniziato, a 16 anni, l’attività giornalistica a Grosseto presso la redazione locale de “La Nazione”...". Precoce, il ragazzo! di cosa avrà scritto, a 16 anni? di calcetto a cinque? di crediti swap? a saperlo...

Con la sua casa editrice, partorisce anche mostri come “Capital”, e poi “Auto Capital”, “Linea Capital” e “Sport Capital”: giornali che mi fanno venire l'orticaria già da tutti questi "Capital". Dopo questi giornali orientati al "popolo", ne fonda altri, sempre nella stessa linea stilistica: “Class”, “Luna”, “Patrimoni”, “Case & Country”, “Campus”, “Lombard”, “Gentleman”... quindi la prima edizione internazionale di “Gentleman” in Spagna (esigenza fortemente sentita dagli spagnoli) "Class News", nel 2006 la prima edizione di “Gentleman” in Belgio e Turchia (imperdibile), e l’acquisizione di “Capital” da Rcs.

Dal 1980 svolge attività imprenditoriale nel settore vinicolo in Toscana, per la quale ha ricevuto la laurea h.c. in agraria dall’Università di Providence (Usa).

Insomma, un uomo dal multiforme ingegno, ma per i miei gusti troppo orientato alla "Class", al "Capital", e ai "Gentlemen". Poi, per carità... è anche possibile che sia un uomo non di destra classista e capitalista, ma gli indizi non promettono niente di buono. Cosa ne direste se di fronte a questa notizia bomba (anzi, palla. più che bomba) chiedessimo anche la versione del diretto interessato, cioè di Romano Prodi, prima di sparargli addosso a palle incatenate?..."

Ma non c'è neanche bisogno ci cercarle, le notizie, perchè a coloro che le notizie non vogliono schivarle, cadono addosso da sole... La mia amica cita un giornale che "ha appreso da Milano Finanza", che a sua volta ha appreso dall'autorevole "Times" di Londra? Un minuto di ricerca, e si scopre la fonte della mia amica: una articolessa del "Geniale" di proprietà di Berlusconi (Paolo), diretto dal mitico giornalista moderato Littorio Feltri (si, proprio lui, quello sospeso dall'ordine dei giornalisti per alcuni spiacevoli incidenti di percorso...)

Un bel titolone sobrio... "Per soldi Prodi difende i petrolieri che hanno avvelenato l'Atlantico"; una bella foto in versione "scemo del villaggio"; qualche condizionale, l'uso di una fonte "autorevole" come il "londinese Times, ed il gioco è fatto. Guardare per credere [l'articolo del Geniale]:

Geniale-prodi

Ma poichè, come è noto, io sono un lontano pronipote di San Tommaso, voglio vedere la notizia originale, sul sito del "londinese, autorevole Times" (si dice così?). Il giornale possiede un efficientissimo data-base. Faccio una ricerca per "Prodi", ordino i dati a partire dal "newest issue" e... trovo che l'ultima volta che [l'autorevole Times] si è occupato di Prodi è stata l'11 febbraio, oltre due mesi prima dell'incidente alla piattaforma. Non è fantastico il banditismo, o almeno la sciatteria di certo giornalismo?

Ma la cosa non finisce qui, perchè a cercar bene (ma mica tanto!) e a volerla trovare, la versione autentica di Provi la si trova in 35 secondi. Pasta andare su "gogol", digitare "prodi bp", e in 32 millesimi di secondo, prima pagina di gogol, prima riga, si trova [questo comunicato ANSA]:

Vittorio-feltriProdi conferma querela al Giornale - Il portavoce: ha pubblicato ieri falsa notizia nonostante smentite

ANSA - 13 giugno, 16:39
ROMA, 13 GIU - Romano Prodi conferma la sua querela al Giornale. Lo dice la sua portavoce Sandra Zampa, deputata Pd, accusando il quotidiano di 'malafede'. 'Il Giornale - ricorda Zampa - ha pubblicato ieri una falsa notizia riguardante il presidente Prodi e la BP, nonostante che la notizia fosse gia' stata smentita con ampia pubblicita'. Di conseguenza, leggendo in cio' una chiara volonta' diffamatoria, e' stato annunciato, da parte del presidente, il ricorso alle vie legali nei confronti del Giornale.

Fine della storia. Per quanto concerne "Milano Finanza" e il "Geniale", si tratta di ordinaria cialtroneria del giornalismo di destra. Per quanto riguarda i partecipanti alla discussione su facebook, nessuno dei quali ha avvertito la necessità di scusarsi con Prodi, si tratta di ordinaria (nel senso di "scadente") cattiva educazione, e di ordinaria (cioè scadente) capacità di maneggiare la rete. Uno strumento potente, ma pericoloso se messo in mano a gente diversamente intelligente, o non troppo portata all'etica dell'informazione perbene. Tafanus

AdnKronos

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